martedì, 30 giugno 2009

non è una disgrazia

Sono senza parole di fronte al lutto che ha colpito Viareggio. Sono senza parole forse perchè le ho esaurite tutte per scrivere i servizi, per il mio lavoro.
Ma ho gli occhi ancora pieni della mia città (perchè Viareggio è una delle città che sento mie) colpita, ferita al cuore, smembrata in due, bruciata, stuprata.
I morti, ustionati, i feriti gravi, le gente che ha perso tutto che piangeva davanti al comune oggi, la nube di fumo che mi raccontano si è alzata nera - portatrice di morte - il suo odore è arrivato fino a casa mia...
Povero il nostro Paese devastato da disastri che vogliono farci ingollare come tragedie ineluttabili: non c'è errore umano, per carità, è il maledetto destino....
Col cazzo! Io dico: incazziamoci. Io voglio le teste di qualcuno, perchè qualcuno ha colpa, un treno pieno di gpl che deraglia da solo non è normale, non è un nubifragio o un fulmine, non è un evento causato dalla natura ma dall'imperizia/incuria dell'essere umano - di qualche o più essere umano.
E intanto è già iniziato il rimpallo delle responsabilità.
Povero Paese massacrato, poveri i nostri morti che avevano la sola colpa di esistere lì, in quel punto, in quell'esatto momento in cui il vagone è uscito dal binario, si è spezzato, è esploso...
Poveri noi, che non alziamo più la voce.  Piangiamo sì, disperiamoci, strappiamoci i capelli e il cuore ma poi incazziamoci e chiediamo giustizia. Giustizia.
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domenica, 28 giugno 2009

niente ci è estraneo

E questo sentimento adesso non ha più nome. Quel che chiamai amore – e lo provai per altri, persa in occhi diversi, in illusioni nuove. Quel che chiamasti amore – naufrago in corpi perfetti, attimi solitari. Oggi non ci appartiene.
Fratello, amico, dolcissimo amante, compagno, sposo. Niente ci basta e tutto siamo.
Sei scivolato nei miei giorni e non ne hai mutato il corso. Fuso con la mia pelle, con l’anima e i sogni. Non più io, non più tu ma vita che vive sola, altro da noi, qualcosa che domina e nutre, che ci divora e ci eleva. Più grande del cielo che ci sovrasta, più forte di come ci insegnarono, di come immaginammo, di come imparammo – l’amore.
Tenace di germoglio che si fa strada, che buca la terra e cerca sole, chiede acqua e silenzi, ombre e cure.
Stupiti lo guardiamo crescere, scorrerci nel sangue, riempirci gli occhi.
Fratello, amico, sposo. Amante, compagno, padre. Viviamo senza capire, respiriamo senza chiedere. Niente ci è estraneo. E tutto siamo.
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sabato, 27 giugno 2009

due interviste pe il weekend

Dato che devo pulire casa, finire il capitolo del nuovo romanzo che mi trascino dietro da troppo e - dulcis in fundo - ho chiaramente frantumato la pennetta usb, non potrò dedicarmi al blog come vorrei.
Così, cari lettori e amici, vi lascio due simpatiche interviste dove (stra)parlo di 'Facciamo finta che sia per sempre'.

Una realizzata da Elena Torre per Mangialibri, la trovate QUI

L'altra, online da oggi, realizzata da Matteo Grimaldi per Sololibri, è QUI


Buon weekend a tutti :D
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martedì, 23 giugno 2009

A Roma

Stasera alle ore 19 presento 'Facciamo finta che sia per sempre' a Roma alla libreria Tuba [via del pigneto, 19].
Con me la scrittrice Paola Presciuttini che presenta il suo ultimo romanzo 'Il ragazzo orchidea'.
Vi aspetto :-)
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lunedì, 22 giugno 2009

fuochi d'artificio

Dopo 14 anni strane - e fortuite - coincidenze astrali hanno portato una giunta di centrosinistra a guidare il mio comune [Massarosa, Versilia].
E' appena la seconda volta dal 1945 ad oggi che Massarosa elegge un sindaco di sinistra. Il fatto, di per sè, è già curioso. Se poi pensiamo che la sera di chiusura della campagna elettorale il candidato del Pdl festeggiava già la vittoria in piazza - con tanto di fuochi artificiali - c'è da spezzarsi dal ridere.
Quando domenica mattina sono andata al seggio nella mia frazione, Bozzano, sono rimasta allibita di fronte ad un manifesto elettorale. Si trattava di quello del candidato Pdl su cui campeggiava la scritta 'Ghiara Vince. Grazie Bozzano'.
Ora, io non pretendo chissà quale contegno nella periferia estrema di questo Impero governato da gente ignobile e innominabile, ma un minimo di ritegno, un briciolo di rispetto verso l'elettore che ancora deve decidere se votarti, o quantomeno almeno una sorta di scaramantica paura nell'invocare vittoria prima del tempo - ecco, non mi sembra di chiedere la luna.

Comunque non mi illudo: Massarosa, come molto del Paese, resta di destra, profondamente, nell'animo e negli umori.
Ignorante, nel senso che ignora, che usa parole, concetti, categorie storiche ed economiche a caso.
Plasmati dalla tivì i miei compaesani invocavano orde di extracomunitari pronti a cavar loro il sangue, tremano mancanze di sicurezza inesistenti, paure di aggressioni che hanno visto solo al tg, spauracchi inculcati facendo leva su chissà quali ataviche rimembranze di medioevi crudeli.
E intanto siamo il paese della Versilia con le tasse comunali più alte - per non parlare del resto. E intanto il benemerito geom., sig., dott., fa i suoi interessi davanti ai loro nasi - compiancedoli di piccolissimi favori, di capanni da costruire nell'orto, di pratiche da sveltire al comune, di piani da alzare nelle loro villette sulle colline.

E loro continuano ad ignorare e anche io ignoro chissà quanti retroscena e non dipingo certo il vincitore di oggi come il massimo dei beni possibili.
Ma almeno stasera a Firenze ripenso ai fuochi d'artificio di venerdì e mi faccio una grassa risata e dimentico per un attimo la merda in cui siamo immersi, l'Italia che va allo sfascio, la cecità e l'orgoglio del qualunquismo.
E vado a dormire con un sorriso

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sabato, 20 giugno 2009

ombra e grazia

Spiegami l'amore, sussurri. Dimmi uomini e sguardi - e tocchi, palpebre, fremiti. Raccontami la passione, e la paura che non conosco. Parlami.

Ci sono quelli che si innamorano dell'idea dell'amore e la succhiano avidi - come una caramella da gettare via quando ha perduto sapore. Ci sono quelli che ti eleveranno sopra ogni donna mai esistita, e tesseranno le tue lodi senza conoscerti e non vorranno scoprire la tua anima scura, la tua fragilità. Al primo errore si volteranno disgustati.
Alcuni soffrono - e lo chiamano amore - qualcuno cerca la madre che non avuto, la dolcezza che gli è stata negata.
 
Fuggili. Fuggi chi non adora sia a tua luce che la tua ombra, fuggi chi ti guarda senza vederti, chi ti proietta addosso i suoi sogni, chi vuole plasmarti, chi vuole salvarti e chi vuole essere salvato.
Cerca la grazia e la semplicità, cerca la verità nelle azioni e la schiettezza nelle parole. Prima di tutto cerca te stessa.

Raccontami l'amore, dici.

L'amore è la voce di questo angelo.

 

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mercoledì, 17 giugno 2009

buonanotte

Come se avessi corso fin qui con il fiato corto e gli occhi chiusi dallo sforzo, come se avessi trascinato la vita quassù, su pendii scoscesi e ferita – sì, ferita da sassi sporgenti, controvento. Mi volto e la strada percorsa mi spaventa, mi dà le vertigini. Vedo il mio corpo costretto in vite non mie: odorano paura, ansia, solitudine.
Schedari infiniti di numeri da chiamare [signora le interessa un corso d’inglese? No, e quanti siete in famiglia?] su un palco in mezzo a cinque ragazze qualcuno mi mette le mani addosso, mi stringe i capelli, mi fa voltare. Ricordo il sapore del decolorante e dettagli blu su scrivanie di formica, ricordo numeri civici e unghie piantate nelle mani e smorfie sotto il fondotinta. I nomi no, li ho cancellati tutti.
Come si chiamava quella ragazzina che sulla macchina per Lido di Camaiore mi raccontava i suoi casting a Milano e la siciliana di Campo di Marte che da tre anni scopava in segreto col suo padrone di casa, chi era lei?
E io, chi ero?
In abissi di tristezza ho spinto lo sguardo senza affogare. Ho sfiorato gente incatenata a lavori umilianti che ci rideva sopra e aveva smesso di sognare. Ho diviso un po’ della loro amarezza e poi me ne sono andata perché non sono abbastanza forte per sopportarne il peso.
Così, in fuga per anni ho fissato un punto davanti a me e ho corso senza pensare. Ho corso senza chiedermi se sarei arrivata, se mi avrebbero fermato, se mi sarebbe stato concesso un giorno in più, un attimo di gioia dove poggiare le mani sulle ginocchia, sentire la terra - calda sotto i piedi.
E poi via, in città diverse, in vite nuove. Sola, come solo chi insegue l’orizzonte sa essere, con la febbre di chi non sta nella sua pelle, deve cambiarla, deve cercare di più.
E adesso, dalla cima del colle guardo giù e non mi capacito. Adesso sulla cima del colle tremo. Adesso che guardo le vette di fronte a me e vorrei sdraiarmi, dormire cent’anni, dirmi che basta così, che ho fatto abbastanza.
Con te accanto che mi chiami casa e vegli il mio sonno. Qui, ora, nel nostro letto dove sorge il sole e non fa mai freddo.
Chiudo gli occhi.
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lunedì, 15 giugno 2009

acqua e terra

"I drink, not to forget but to recall my childhood
I drink for all that never was and all that will never be
I drink because it's getting late"
Hollowblue - Io bevo


Cosa importa del resto, seduta qui, in quest'estate gloriosa, a consumare respiri, scandagliare abissi, rincorrere limiti.
Cosa desidero che non sia ora, che non sia noi - e innumerevoli letti su finestre di luce si accendono, conto i secondi, le ore, i giorni.
Sfilami le paure, amore, una per una in collane splendenti, appese al soffito, lontane da noi.
In silenzio sulla battigia il mare ci netta e siamo puliti di sale, siamo due - e uno - siamo qualcosa che poteva essere ed è stato meglio, siamo l'onda che sempre muta e sempre torna a esistere, identica.
Su sentieri deserti ci inerpichiamo senza indugiare. Abbiamo leggi solo nostre, abbiamo risate con cui sommergere il mondo e mani per plasmare la notte.
Tu, esile e tenace, sei acqua di fonte, fredda bruciante, limpida, pura.
Forte e friabile, sono terra di fiume, alveo profondo, scavato, levigato.
Insieme, siamo la vita.
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mercoledì, 10 giugno 2009

Facciamo finta che sia... nelle Coop della Toscana


Facciamo finta che sia per sempre
sbarca nelle Coop della Toscana, dove potrete acquistarlo con il 15% di sconto :-)

Da oggi potrete trovare il mio romanzo qui:



Ipercoop:  Arezzo
                Montevarchi
               Montecatini
               Cascina
               Sesto Fiorentino
               Lastra a Signa

Super Coop:   Empoli
                    Poggibonsi
                    Prato
                    Siena
                    Borgo San Lorenzo
                    Firenze - Ponte a Greve
                    Firenze - Via Carlo del Prete
                    Firenze - Gavinana


Giovedì 11 giugno insieme allo scrittore Vanni Santoni presento Facciamo finta che sia per sempre a Firenze alla Libreria Meykadeh [via dei Pepi, 14] alle 19
Seguirà aperitivo, vi aspetto!
postato da Kitiana alle ore 21:58 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 07 giugno 2009

provinciale, prima di tutto

Fiera di essere provinciale, fiera di farne parte anche io dopotutto - così profondamente da non rendermene quasi conto.
Fiera di veri amici felici per me, quasi fosse il mio matrimonio. Felice di discorsi scarni, di parole semplici, di poche cerimonie.
E chi vuole altro, se spingono il loro cuore dentro alle mie pagine e prendendomi da parte mi abbracciano commossi.
Chi vuole farcela se finalmente fuga e nostalgia giocano ad armi pari e il cuore pareggia i conti col passato e si ride, si mangia porchetta, si beve prosecco.

E io andrò avanti con l'umiltà della narratrice, artigiana delle parole, delle storie e dei sentimenti della mia terra. Non sono e non sarò mai un'intellettuale. Non ne ho lo spirito e, forse, neppure i mezzi. Soprattutto non mi interessa.
Ho fame di vita reale, di rapporti sinceri, di calore. Di raccontare la mia gente, e nient'altro. Non ho ambizione che del loro applauso, del loro riso nascosto, di una stretta alla spalla.
E un giorno tornerò su queste sponde. Adesso lo so.
postato da Kitiana alle ore 18:40 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: nostalgia, amarcord -racconti-


Chi sono

Utente: Kitiana
"Scrivere è sempre nascondere qualche cosa in modo che poi venga scoperta" (Italo Calvino)
Un blog di Ilaria Giannini
Le mie poesie, i miei racconti (li trovate nelle categorie), un guazzabuglio delle cose che amo e che mi colpiscono
Scrivete a ilaria.giannini@gmail.com


FACCIAMO FINTA CHE SIA PER SEMPRE di Ilaria Giannini (Intermezzi Editore)



FACCIAMO FINTA CHE SIA PER SEMPRE SU IBS

SCARICA IL PRIMO CAPITOLO DEL ROMANZO

GUARDA IL BOOKTRAILER DEL ROMANZO

IN LIBRERIA:
FIRENZE: EDISON, FELTRINELLI, MEYKADEH

VIAREGGIO: LA VELA, FAHRENHEIT

MARINA DI MASSA: LIBERI DI LEGGERE (Via Ascoli 42)

MARINA DI PISA: SNOOPY (Via Padre Agostino 11)

EMPOLI: LA RINASCITA, MONDADORI

VICOFORTE (CUNEO): LIBRERIA CONFABULA (Piazza Carlo Emanuele I 19)

ROMA: LO YETI (Via Perugia 4 - Pigneto) LIBRERIA ALEGRE (Circonvallazione Casilina 74) LIBRERIA TUBA (Via del Pigneto 19) LIBRERIA TROISI (Via dei Reti 11 - San Lorenzo

NELLE IPERCOOP DI:
Arezzo, Montevarchi, Montecatini, Cascina, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa
NELLE SUPERCOOP DI:
Empoli, Poggibonsi, Prato, Siena, Borgo San Lorenzo, Firenze [Ponte a Greve - Via Carlo del Prete - Gavinana]


RIEN NE VA PLUS
A cura di Enrico Piscitelli

contiene il mio racconto
ESTATE 1989

RIEN NE VA PLUS SU IBS


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